La finalità di questa attività consente al bambino la sperimentazione e il potenziamento degli schemi motori di base e lo sviluppo dello schema corporeo attraverso il gioco strutturato, libero e simbolico e garantisce una corretta percezione spazio/temporale in rapporto a sè e agli altri. Guido Petter afferma che : “L’educazione motoria ha un’importanza assai maggiore di quanto comunemente si creda. Tale importanza deriva dagli stretti rapporti che esistono, o possono essere stabiliti e rafforzati, fra attività motoria e attività mentale, fra sviluppo psicomotorio e lo sviluppo di altri aspetti della personalità”. Gli apprendimenti, “le operazioni mentali”, si formano, infatti, attraverso un processo di interiorizzazione delle attività svolte a livello motorio e delle azioni svolte con il corpo (movimenti, manipolazione, ecc.)
Dall’interazione fra corpo e psiche nasce la capacità dell’essere umano di entrare in contatto con il mondo e di creare un rapporto costruttivo con esso. Il bambino struttura il proprio io in un continuo rapporto fra il sé, gli altri, lo spazio e gli oggetti, imparando ad “aggiustare” i propri movimenti nello spazio e affinando sensazioni e percezioni.
Il bambino sarà sollecitato a fare e a riflettere sulle sue azioni. L’apprendimento passa attraverso l’esperienza: si impara facendo ed è proprio mediante le diverse azioni che si sviluppano e si potenziano molte capacità (attenzione, concentrazione, osservazione, confronto, riflessione, sintesi) che sono alla base della crescita personale e culturale di ciascuno. Carattere essenziale di tutte le proposte di gioco è la cooperazione: in nessun caso i bambini sono posti nella condizione di vincere o perdere o di essere esclusi dal gioco. Al termine dei giochi o al termine di tutta l’attività del giorno i bambini saranno sollecitati a raccontare le esperienze vissute, ad esprimere le loro emozioni, ad avanzare proposte ecc.
L’atteggiamento dell’insegnante sarà partecipativo, ella guiderà i bambini alla scoperta delle regole per giocare insieme (ascoltare, non farsi male, non distruggere nulla di ciò che fanno gli altri, riordinare); eviterà di imporre direttamente le attività da svolgere, stimolando i bambini alla alla ricerca delle soluzioni per tentativi ed errori.